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L'ORIGINE della VITA
N> L'ANTROPOLOGIA DELLA NASCITA
N> L'ASSISTENZA ALLA NASCITA NELLA STORIA
N> IL CONCEPIMENTO
N> DAL CONCEPIMENTO ALLA 10° SETTIMANA: L'EMBRIONE
N> DALLA 10° SETTIMANA AL TERMINE DI GRAVIDANZA: LO SVILUPPO DEL FETO
GLI ESAMI DA EFFETTUARE DURANTE LA GRAVIDANZA
DIETA, ABITUDINI DI VITA, FARMACI e CONSIGLI IN GRAVIDANZA
IL TRAVAGLIO DI PARTO e IL PARTO FISIOLOGICO
NNN
> Quando andare in ospedale
NNN
> Cosa portare in ospedale
NNN
> Quali documenti sono fondamentali al momento del ricovero
NN> PRIMO STADIO: PERIODO DILATANTE
NN> SECONDO STADIO: PERIODO ESPULSIVO
NN> TERZO STADIO: SECONDAMENTO
IL PARTO IN ANALGESIA EPIDURALE
IL TAGLIO CESAREOANTROPOLOGIA DELLA NASCITA
E’ per nascere che siamo nati.
Pablo Neruda
La grande svolta si è determinata circa 5 milioni di anni fa, quando la stazione eretta e l'aumento della circonferenza cranica degli umani hanno distinto il canale del parto della specie umana da quello delle scimmie, in cui il feto nasce con la faccia rivolta verso la madre

Questa svolta, secondo gli antropologi, ha sancito una differenza dovuta non soltanto alla maggiore complessità, ma ha indissolubilmente legato la nascita alla necessità dell’aiuto da parte di un altro umano (Figura 2).

L'ASSISTENZA ALLA NASCITA NELLA STORIA

Il medico riveste un ruolo istituzionale in ambito ostetrico “ solo” fra la fine dell’ 800 e l’inizio del 900, inserito nei “reparti di Maternità” di ospedali-brefotrofi.
Il ruolo del medico ostetrico entra subito in concorrenza con la figura tradizionale della levatrice.
Ancora all’inizio del secolo scorso molte donne morivano di febbre puerperale di cui, suo malgrado, il medico stesso era fonte di contagio. L’inversione di tendenza si ebbe con l’intro-duzione ,
nella pratica medica, di procedure di asepsi ed antisepsi.
E’ comunque dal 1925 che incomincia a ridursi la mortalità perinatale, e si pongono le basi per la riduzione di quella materna con l’ istituzione di programmi per la supervisione della gravidanza e la diffusione di tecniche operative “sicure” come il taglio cesareo .
In realtà ancora oggi vi sono luoghi dove la gravidanza, il parto e il puerperio rappresentano uno dei momenti di maggiore pericolo per la salute e la vita della donna e del neonato.
Le più recenti stime prodotte dall’OMS indicano valori di mortalità materna che raggiunge picchi pari a 1.100/100.000 nella Repubblica Centroafricana e 390/100.000 in Bolivia, considerando che tale mortalità è pari a 6/100.000 in Italia, in Francia e in Gran Bretagna.
IL CONCEPIMENTO
Nelle ovaie della donna ci sono delle cellule chiamate ovuli, del diametro di circa 150 micron (un micron = 1/1000 di mm), che possiedono un corredo cromosomico dimezzato rispetto alle altre cellule del corpo: hanno cioè 23 cromosomi, e il loro cromosoma del sesso è sempre X (viene chiamato così per la sua forma).
All'incirca a metà del ciclo, tra il 10° e il 18° giorno dall'inizio della mestruazione, per effetto degli ormoni secreti dall'ipofisi (una ghiandola situata alla base del cervello) sulle ovaie, avviene l'ovulazione, cioè uno degli ovuli giunge a maturazione, viene espulso dall'ovaio e raggiunge quindi la tuba.
Anche nell'uomo i testicoli contengono delle cellule (chiamate spermatozoi) che hanno un corredo cromosomico dimezzato, ma a differenza che nella donna il cromosoma del sesso può essere X o Y (anche Y è chiamato così per la sua forma di Y rovesciata).
Durante l'eiaculazione, gli spermatozoi, in grandissimo numero (anche 5 o 600 milioni in un volume di liquido seminale di 2÷5 centimetri cubici), percorrono un lunghissimo tragitto che, attraversato il canale cervicale e percorsa tutta la cavità uterina materna, termina nelle tube.
Molti spermatozoi riescono a raggiungere l’ovulo ma solo uno può perforare la capsula dell'ovulo, entrare nel suo nucleo e mescolare i propri cromosomi a quelli della cellula uovo. Dall’incontro di quell’unico spermatozoo con l’ovocita si crea una cellula, detta zigote, con un patrimonio genetico unico e irripetibile che darà vita ad un individuo unico e irripetibile.


Se lo spermatozoo che feconda l’uovo porta un cromosoma X, allora il figlio sarà femmina (XX), se porta il cromosoma Y allora il figlio sarà maschio (XY)

DAL CONCEPIMENTO ALLA 10° SETTIMANA: L'EMBRIONE
Subito dopo la fecondazione lo zigote comincia a dividersi in 2 cellule, poi in 4, in 8, in 16 …, si formano così la blastocisti e poi l'embrione.

Lo zigote a 4 cellule

L'impianto dell'embrione nell'endometrio a 7 giorni dal concepimento

L'embrione tra la 1° e la 4° settimana

L’embrione cresce rapidamente, arrivando alla lunghezza di 1,5 mm, perché si accelerano le divisioni cellulari. Comincia anche la differenziazione, con la formazione di segmenti cellulari che porteranno alla formazione dei vari organi.
L'embrione alla 5° settimana

All’inizio della 6° settimana vi è un apparato nervoso rudimentale e un cuore ancora molto imperfetto che però batte già
L'embrione alla 6° settimana

A 7 settimane gli organi e gli apparati continuano a perfezionarsi. Cominciano a distinguersi occhi, bocca, naso e orecchie. Il cuore raddoppia di volume, le braccia e le gambe si allungano.
L'embrione a 7 settimane

A 8 settimane tutti gli organi interni sono formati. Nella bocca aperta si intravede la lingua, gli occhi si avvicinano e si abbozza il nervo ottico. Cominciano a delinearsi le dita. Si forma la pelle. Attorno al midollo spinale cominciano a delinearsi le vertebre.
L'embrione misura ora 15 mm e pesa 1,5 grammi.
L'embrione a 8 settmane

A 9 settimane L'embrione misura da 17 a 22 mm. La testa, ancora molto flessa, è ora separata dal torace e dal collo ed i tratti del viso cominciano a delinearsi bene, tanto che ora l'embrione umano si distingue da quello delle altre specie animali.
L'embrione a 9 settimane

E' a quest'epoca che di norma viene fatta la prima ecografia, volta a datare correttamente la gravidanza.
Alla 10° settimana L'embrione diventa, per definizione arbitraria, un feto. Si iniziano a formare le ossa, si differenziano i genitali e le ghiandole cominciano a produrre ormoni. Il feto assume sembianze umane, le sue estremità sono articolate nei loro vari segmenti permettendo il movimento di tutte le parti del corpo.
Feto a 10 settimane.
DALLA 10° SETTIMANA AL TERMINE DI GRAVIDANZA: LO SVILUPPO DEL FETO

Tra la 10° e la 19° settimana il sistema neuromuscolare si perfeziona ulteriormente: a questo punto il feto è capace di compiere sia movimenti molto ampi che coinvolgono varie parti del corpo sia movimenti più fini e finalizzati. Compaiono movimenti di suzione.
Feto alla 18° settimana
Le fibre nervose si ricoprono di mielina, che serve da isolante evitando "corti circuiti". La pelle raggiunge la sua struttura definitiva e compaiono le ghiandole sudoripare. Le palpebre si separano e gli occhi assumono l'aspetto definitivo.
Alla fine del V mese il bambino pesa circa 500 grammi ed è lungo circa 25 cm
A quest'epoca normalmente viene fatta l'ecografia standard del II trimestre, in passato chiamata "morfologica"




Durante il VI mese il feto raddoppia il suo peso arrivando a quasi 1 Kg, mentre la lunghezza giunge a 30 cm circa. Ormai tutta la sua struttura è completa e gli organi e le ghiandole sono in grado di funzionare autonomamente.
Feto al VI mese
Alla fine del VII mese il feto pesa 1500 grammi ed è lungo 43 cm. I suoi movimenti sono sempre più forti e la mamma avverte dei veri e propri calci. Nell'intervallo tra questi periodi di attività il feto passa la maggior parte del tempo a dormire.

Feto all'VII mese
Alla fine dell’VIII mese pesa 2500 grammi e misura 47 cm. Il midollo all'interno delle ossa comincia a produrre le cellule del sangue, iniziando gradualmente a sostituire il
fegato che alla nascita non avrà più questa funzione. Lo strato di grasso sotto la pelle diventa più spesso e il colorito passa dal rosso al roseo per l'ispessimento dell'epidermide, mentre cade la lanugo. Se non l'ha già fatto, a questo punto il feto si posiziona stabilmente a testa in giù.
Feto all'VIII mese
All’inizio del nono mese il feto compie i primi movimenti respiratori (anche se non c’è aria nei suoi polmoni). Le unghie sono formate.
Se il feto è in presentazione cefalica, la testa inizia a scendere nella pelvi (di solito dopo la 38° settimana).
E' meno attivo a causa dello spazio ristretto.
GLI ESAMI DA EFFETTUARE DURANTE LA GRAVIDANZA
Entro la 13a settimana
Esami gratuiti:
> Emocromo
> Glicemia
> Transaminasi
> Rubeo Test, Toxo test, CMV
> HIV, HBV, HCV, VDRL (TPHA)
> Gruppo sanguigno e fattore Rh
> Test di Coombs indiretto
> Esame Urine
> Ecografia standard del I trimestre: verifica della vitalità del feto, esclusione di anomalie precoci della gravidanza, conferma o esclusione di gravidanze multiple, datazione corretta dell' epoca di gravidanza e quindi calcolo più preciso della data del parto. Tale ecografia può essere eseguita per via addominale o per via transvaginale a seconda dell’epoca a cui viene eseguita.
Consigliati, a pagamento:
> Screening Coagulativo
> Test di Screening prenatale precoce: Bitest: prelievo di sangue materno per valutare il livello di due ormoni prodotti dalla placenta (beta-hCG e PAPP-A) combinato con un’ecografia che valuta la translucenza nucale del feto. Tale test fornisce la probabilità che il feto possa essere affetto da sindrome di Down (trisomia 21). Il Bitest di conseguenza non dà alcuna certezza, ma permette di identificare quelle donne che, avendo un rischio più elevato di partorire un bambino affetto da sindrome di Down rispetto a donne della loro stessa età, potrebbero decidere di sottoporsi ad una villocentesi o ad un'amniocentesi per procedere all'esame dei cromosomi.

Fra la 14a e la 18a settimana
Esami gratuiti:
> Rubeo Test, Toxo test (se donna non immune)
> Esame Urine
> Amniocentesi nelle donne di età superiore o uguale a 35 anni o in caso di Bitest o Tritest positivo.
L’amniocentesi consiste nel prelevare, a partire dalla 16a settimana, una piccola quantità di liquido amniotico, cioè di quel liquido che avvolge e protegge il feto. Nel liquido amniotico è possibile reperire delle cellule cutenee del nascituro. L’analisi dei cromosomi di tali cellule permette di diagnosticare precocemente il sesso e numerose anomalie cromosomiche (ma non tutte!) congenite o acquisite che comparirebbero alla nascita sotto forma di svariate malattie. L’amniocentesi comporta un rischio di aborto pari a 0.5%.
Consigliati, a pagamento:
> Test di Screening prenatale precoce: Tritest: prelievo di sangue materno per valutare la presenza di tre sostanze prodotte in parte dalla placenta ed in parte dal fegato del feto: l'alfafetoproteina, l'estriolo non coniugato e la beta-hCG. I risultati ottenuti vengono elaborati prendendo in considerazione alcuni parametri come l'età materna, il peso corporeo della madre, la settimana di gestazione datata ecograficamente, la presenza di patologie materne (come ad esempio il diabete), un'eventuale gravidanza gemellare. Tale test fornisce la probabilità che il feto possa essere affetto da cromosomopatie o difetti di chiusura del tubo neurale. Il Tritest di conseguenza non dà alcuna certezza, ma permette di identificare quelle donne che, avendo un rischio più elevato rispetto a donne della loro stessa età, potrebbero decidere di sottoporsi ad un'amniocentesi per procedere all'esame dei cromosomi. E' importante sottolineare che la maggior parte delle donne che presentano un Tritest positivo, partoriscono poi un figlio perfettamente normale. Per incrementare la stima del rischio i dati ottenuti dal Bitest ed dal Tritest vengono oggi rielaborati nel cosiddetto Test Combinato.
Fra la 19a e la 23a settimana
Esami gratuiti:
> Rubeo Test, Toxo test (se donna non immune)
> Esame Urine
> Ecografia standard del II trimestre (precedentemente definita “Morfologica”): in
questo esame viene visualizzata e descritta l’anatomia fetale, nonché il corretto accrescimento fetale, la sede di impianto placentare e la quantità del liquido amniotico. In quest’ epoca si ha la migliore visualizzazione in rapporto allo sviluppo fetale alle sue dimensioni ed alla quantità di liquido amniotico. L’ecografia di primo livello è quella che viene eseguita routinariamente e serve ad identificare il 70% circa (ma non tutte!) delle malformazioni fetali. A questa può far seguito, in caso vi siano le indicazioni, un’ecografia di secondo livello per la quale è richiesta un’ altissima e specifica preparazione.
Consigliati, a pagamento:
> Emocromo
Fra la 24a e la 27a settimana
Esami gratuiti:
> Rubeo Test, Toxo test (se donna non immune)
> Glicemia
> Esame Urine
Consigliati, a pagamento:
> Screening del diabete gestazionale (“mini-curva” con 50 grammi glucosio con un unico prelievo a 1 ora)
Fra la 28a e la 32a settimana
Esami gratuiti:
> Emocromo
> Rubeo Test, Toxo test (se donna non immune)
> Esame Urine
> Ecografia standard del III trimestre: valutazione della crescita fetale, della quantità di liquido amniotico, della posizione della placenta e della presentazione fetale. Con tale esame è possibile valutare la regolare crescita fetale o al contrario diagnosticare un ritardo di accrescimento intrauterino del feto.
Fra la 33a e la 37a settimana
Esami gratuiti:
> Emocromo
> Rubeo Test, Toxo test (se donna non immune)
> Esame Urine
> HBV, HCV, HIV
Consigliati, a pagamento:
> Tamponi vaginale e rettale per la ricerca di Streptococcus Agalactiae: questo batterio può colonizzare le vie genitali e l’ultima parte del tratto gastro-enterico delle donne in gravidanza anche se asintomatiche. L’eventuale trasmissione, al momento del parto, al feto può provocare gravi infezioni al neonato. I tamponi vaginale e rettale sono pertanto importanti per poter identificare quelle donne che dovranno essere trattate con antibiotico durante il parto (circa il 10% di tutte le donne) al fine di proteggere il neonato.
Fra la 38a e la 40a settimana
Esami gratuiti:
> Rubeo Test, Toxo test (se donna non immune)
> Esame Urine
Oltre la 40a settimana
Esami gratuiti:
> Tracciato cardiotocografico (CTG): metodica di sorveglianza delle condizioni fetali
attraverso la registrazione continua della frequenza cardiaca fetale (FCF - cardiografia) e delle contrazioni uterine (tocografia). Il rilievo del battito cardiaco fetale (BCF), solitamente rilevato con tecnica doppler, si effettua posizionando una sonda a ultrasuoni sull'addome della madre, consentendo così di ottenere 2 tracciati, registrati contemporaneamente sulla stessa striscia di carta, relativi alle variazioni della frequenza cardiaca del feto (compresa tra 110 e 150 battiti per minuto) e all'attività contrattile uterina. L'esame cardiotografico, della durata di 20 minuti circa, offre dunque informazioni utili sullo stato di ossigenazione fetale, permettendo di rilevare precocemente, in gravidanza ed in travaglio di parto, eventuali stati di sofferenza fetale.
> Valutazione ecografia della quantità di liquido amniotico (AFI): È la determinazione approssimativa del volume del liquido amniotico. Il medico esegue quattro misurazioni delle falde (distanza tra la parete dell'utero e il corpo fetale) di liquido, nei quattro quadranti in cui si può idealmente suddividere l’utero (superiore destro, superiore sinistro, inferiore destro e inferiore sinistro). L'AFI è rappresentato dalla somma in cm delle misurazioni. L'ambito di normalità è da un minimo di 4 a un massimo di 20 cm. L'oligoidramnios (riduzione significativa della quantità di liquido amniotico al di sotto dei 4 cm) può essere un segno iniziale di sofferenza fetale.
DIETA, ABITUDINI DI VITA, FARMACI e CONSIGLI IN GRAVIDANZA
Osservare subito alcune indicazioni alimentari:
> se non si e’ immuni verso la toxoplasmosi evitare le carni crude (bistecca al sangue, albese, prosciutto e salame crudo, ecc) e lavare con particolare cura ortaggi o verdure che possano nascondere tracce di terra, in alternativa consumarle cotte; chi ha un gatto eviti scrupolosamente contatto con le sue feci (pulizia della cassettina) ed eviti di portarsi alla bocca le mani dopo averlo accarezzato

> seguire una dieta ricca di folati (frutta, verdura, spinaci e se e’ gradito fegato una volta la settimana). E’ prudente non eccedere nel consumo di tonno e pescespada per l’elevato contenuto di mercurio nelle loro carni
> cominciare subito a controllare il peso una volta la settimana tenendo conto che l’aumento complessivo andrebbe contenuto nei 12 kg; e’ normale nei primi tre mesi non aumentare o addirittura diminuire
> assumere acido folico sino all’8a settimana (1 compressa al giorno) per la prevenzione dei difetti del tubo neurale (andrebbe iniziato almeno 3 mesi prima del concepimento)
> a partire da 20 settimane e sino al parto può essere utile l’utilizzo di fluoro (1 mg al giorno) per rendere i denti del feto, che si stanno formando, resistenti alle carie
> il ferro va assunto solo se il ginecologo lo consiglia in base agli esami
> il calcio va assunto solo se la dieta è carente di latte e latticini e comunque solo dopo le 20 settimane, in caso contrario può addirittura essere dannoso perchè riduce l’assorbimento intestinale del ferro
Sospendere subito fumo ed alcoolici e non assumere nessun farmaco senza prima aver sentito il ginecologo.
Evitare tutte le forme di tinture, colpi di sole o permanenti.
Nausea e vomito sono normali e non richiedono terapie particolari. In caso di sintomi importanti occorre contattare il ginecologo.
All’inizio della gravidanza e’ normale avere più secrezioni vaginali e fitte ai lati dell’utero.
In poco meno del 10% delle donne si hanno anche modeste perdite di sangue tra 8 e 12 settimane, normalmente non sono pericolose se scarse ma e’ comunque consigliabile mettersi subito a riposo e contattare il ginecologo; se invece sembrano un flusso mestruale presentarsi al pronto soccorso.
Non vi è dimostrazione scientifica che le varie creme ed olio di mandorle possano prevenire le smagliature, unica misura preventiva certa è non distendere troppo la cute e quindi non aumentare troppo di peso. Sicuro invece è che se si tratta la pelle con creme queste rendono più difficoltosa l’ecografia dopo l’applicazione e pertanto si consiglia di sospenderne l’applicazione 4 giorni prima dell’appuntamento per l’ecografia.
La stitichezza è normale. Si può aumentare la quantità di liquidi assunti, seguire una alimentazione ricca di fibre, eventualmente assumere della crusca. Se non fosse sufficiente contattare il ginecologo.
In caso di acidità si puo’ provare con un bicchiere di latte, se non basta si può usare senza timore il Gaviscon compresse masticabili o sospensione (non viene assorbito e quindi non e’ pericoloso).
In caso di infuenza è importante che la febbre non superi i 38 gradi, in tal caso usare la Tachipirina. Da evitarsi sciroppi e gocce per la tosse.
In caso emorroidi, combattere la stitichezza ed usare senza timore una qualsiasi crema antiemorroidaria come ad esempio Preparazione H.
In caso sia necessario il dentista occorre avvisarlo dello stato di gravidanza. Comunque, eventuali cure e anestesia locale non sono un problema
I crampi sono frequenti e non esiste terapia valida: solo massaggi. Raramente può servire un supplemento di calcio o di magnesio.
Normali anche formicolii alle mani con difficoltà a chiuderle soprattutto al mattino e il dolore al nervo sciatico.
Dal 4°-5° mese e’ frequente un senso di peso e fitte a livello della vescica, solitamente non e’ importante ed è provocato dalla compressione dell’utero gravido sulla vescica.
E’ consigliabile iscriversi ad un corso preparto, soprattutto per le donne alla prima gravidanza.
E’ bene eseguire una visita ginecologica ogni 4/6 settimane, controllare la pressione ogni 15 giorni, il peso ogni settimana sulla stessa bilancia.
Per le donne che lavorano. Il congedo obbligatorio inizia 2 mesi prima del parto (32 settimane). E’ necessario farsi rilasciare un certificato INPS da dare poi al datore di lavoro. Se si desidera lavorare un mese in più in gravidanza, sino a 36 settimane, e protrarre di un mese il congedo dopo la nascita, occorre certificato specifico del ginecologo curante. Per la “Maternità anticipata”, congedo che inizia prima degli ultimi due mesi, in caso di patologie, il ginecologo di fiducia deve rilasciare uno specifico certificato.
IL TRAVAGLIO DI PARTO E PARTO FISIOLOGICO
Possiamo distinguere quattro tappe fondamentali del travaglio:
PERIODO PRODROMICO: segna l’inizio del travaglio ed è caratterizzato da contrazioni ritmiche avvertite come dolorose
I STADIO: la dilatazione cervicale (che conduce alla dilatazione completa della cervice)
II STADIO: l’espulsione del feto (quando il feto viene spinto verso l’esterno attraverso il canale del parto)
III STADIO: l’espulsione della placenta o secondamento
IL PERIODO PRODROMICO
Non esistono regole fisse che preannuncino l'inizio del travaglio; ci sono tuttavia alcuni segnali che possono indicare che il bimbo nascerà presto; alcuni di questi possono manifestarsi qualche giorno prima dell'inizio del travaglio:
Il distacco del tappo mucoso: la perdita del tappo mucoso non provoca dolore e perciò può passare inosservata se, per esempio, si verifica mentre si va in bagno. Il tappo mucoso è costituito dal muco che fino a quel momento chiudeva il collo dell'utero isolando la cavità uterina dall'ambiente esterno. Si tratta di una perdita di consistenza gelatinosa (più densa delle perdite vaginali che compaiono in gravidanza) e può essere striata di rosa o di rosso. La presenza di gocce di sangue è dovuta alla rottura dei vasi capillari che si verifica quando l'utero comincia a dilatarsi.
Le “false” contrazioni: le contrazioni preparatorie possono iniziare anche sette o quindici giorni prima del travaglio vero e proprio e vengono definite contrazioni di Braxton Hicks.
Il lavoro muscolare dell’utero è lento e graduale e la quantità di ossigeno necessaria al suo svolgimento è quella della normale respirazione; difficilmente dunque ci può essere accumulo di acido lattico, crampo e/o dolore. Tali contrazioni compaiono a intervalli irregolari, in genere non sono ravvicinate tra loro e possono cessare all'improvviso. L'intensità del fastidio è più o meno sempre la stessa e non tende ad aumentare progressivamente.
Le “vere” contrazioni: le contrazioni vere si susseguono a
intervalli regolari di tempo, all'inizio ogni 30-15 minuti circa, poi via via con frequenza sempre più ravvicinata e intensità crescente. Diventano progressivamente sempre più dolorose, a differenza di quelle false. Le contrazioni vere, una volta iniziate, non si interrompono; le pause sono regolari e via via sempre più brevi.
Il feto si impegna nel bacino e incunea la testa nel canale del parto: la donna in questa fase avverte una sensazione di peso nella parte inferiore dell’addome e nella regione lombare.
Quando andare in ospedale
In base alla frequenza......
Misurare frequenza e durata delle contrazioni alla loro comparsa, usando un orologio con lancetta dei secondi. La frequenza va controllata misurando l'intervallo tra una contrazione e quella successiva; di solito, all'inizio è tra i 30 e i 15 minuti.
...... e alla durata
La durata si calcola da quando comincia a quando finisce ogni singola contrazione. Di solito, all'inizio e di circa 15-20 secondi.
É consigliabile andare in ospedale quando le contrazioni si succedono a circa una distanza di 5-10 minuti (dipende da quanto dista l'ospedale, se è vicino ci si può avviare quando l'intervallo è pari a circa 4 minuti) e quando hanno una durata di 40-50 secondi circa
Cosa portare in ospedale
Prepararsi per tempo.
E’ consigliabile preparare la valigia 20 giorni prima della data presunta per non trovarsi poi a dimenticare le cose necessarie. É utile stilare un elenco di ciò che non dovrà mancare (può essere fornito dall'ospedale).
Per la mamma:
> una camicia di cotone per il parto, completamente aperta, con bottoni sul davanti, a maniche corte sopra il gomito per facilitare l'inserimento di eventuali flebo e corta (perché non ostacoli i movimenti);
> due camicie da notte per la permanenza in ospedale aperte davanti per permettere l'allattamento;
> due reggiseni da allattamento con coppe in cotone, apribile (si consideri acquistare una taglia in più rispetto all'ultima portata in gravidanza perché il seno aumenta notevolmente di volume con la montata lattea);
> una confezione di coppette assorbilatte (dischetti assorbenti usa e getta per la protezione igienica del seno che riparano gli indumenti dalla fuoriuscita di latte);
> mutande a rete, alte, con elastici morbidi al giro gamba per trattenere bene gli assorbenti;
> assorbenti igienici consistenti;
> una vestaglia, un paio di pantofole, due paia di calzettoni di cotone;
> un paio di asciugamani per l'igiene personale.
Per il bebè:
> tre magliette in cotone o lana;
> tre coprifasce in cotone o lana + tre ghettine in spugna o mutandine oppure 3 tutine;
> tre paia di calzini di cotone;
> tre bavaglini per i rigurgiti;
> l'abbigliamento per il giorno in cui si ritornerà a casa.
Quali documenti sono fondamentali al momento del ricovero
Al momento del ricovero occorre presentare:
> documento d’identità
> codice fiscale
> libretto o tessera sanitaria
> cartella clinica di maternità, ossia la raccolta completa degli esiti dei vari esami eseguiti in gravidanza compreso il risultato dei tamponi vaginali e le ecografie
I STADIO: PERIODO DILATANTE
Questa fase del travaglio è caratterizzata dalla presenza di contrazioni regolari, della durata di circa 1 minuto, che si presentano ogni 5 minuti o anche con maggiore frequenza e dalla trasformazione del collo dell'utero con appianamento e centralizzazione e la progressiva dilatazione fino alla dilatazione completa (cm 10). La velocità di dilatazione è inizialmente più lenta (fino a circa 5 cm), poi sempre più rapida fino alla dilatazione completa, intorno ai 10 cm. La progressione della testa del neonato avviene gradualmente, ma contemporaneamente alla dilatazione del collo dell’utero. In questo modo la testa del neonato si troverà ben posizionata all’ingresso del canale del parto nel momento della dilatazione completa.
Nelle donne alla prima gravidanza questa fase dura dalle 6 alle 10 ore circa

La rottura del sacco amniotico
> Se la “rottura delle acque” non è avvenuta durante il periodo prodromico, può verificarsi in qualsiasi momento del periodo dilatante.
> Se a dilatazione completa, il sacco amniotico dovesse esser ancora integro si rende necessario eseguire, la cosiddetta amnioressi , ovvero la rottura artificiale del sacco amniotico, con una manovra assolutamente indolore. L’assenza del sacco amniotico anteriormente alla testa del bambino lo aiuterà a scendere nel canale del parto.
II STADIO: PERIODO ESPULSIVO
L’inizio del periodo espulsivo coincide con il raggiungimento della dilatazione completa (10 cm) e spesso coincide con l’arrivo della sensazione irrefrenabile di premito (voglia di spingere da parte della mamma).
Le spinte attive della donna durante ogni contrazione accompagnano il bambino verso l’uscita lungo il canale del parto; le contrazione sono meglio tollerate.
La testa del feto procede lungo il canale del parto, eseguendo precise rotazioni che permettono l’adattamento dei diametri fetali alla conformazione del bacino della madre.
Una volta fissata la nuca dietro il pube, inizia il movimento di disimpegno: un’azione di leva che consente l’estensione e la fuoriuscita della testa fetale.
La successiva rotazione delle spalle, che a loro volta si devono adattare al bacino materno, fa sì che la faccia del neonato, già all’esterno, ruoti nuovamente; una spalla si fissa sotto la sinfisi pubica, mentre l’altra fuoriesce posteriormente.
Infine, con più facilità avverrà l'espulsione del corpo.
III STADIO: SECONDAMENTO
Dopo l'espulsione del feto, il volume uterino si riduce notevolmente e compaiono vigorose contrazioni non più dolorose. Essendo la placenta poco elastica non riesce a adattarsi a queste nuove dimensioni dell'utero, tanto da staccarsi e da essere espulsa all'esterno.

IL PARTO IN ANALGESIA EPIDURALE
Alla donna disse :
“Aumenterò grandemente il dolore della tua gravidanza, con doglie partorirai figli”
Genesi 3:161
Alla Genesi risale l'associazione tra parto e doglie, associazione rimasta immutata nei millenni e giunta intatta sino quasi ai nostri giorni, perché è solo da qualche decennio che si parla di preparazione psicoprofilattica al parto, di parto dolce, di anestesia epidurale.
L'analgesia epidurale (o peridurale) permette di ridurre il dolore del travaglio e del parto. Essa determina in pochi minuti una diminuzione del dolore, lasciando inalterata la sensibilità cutanea, i movimenti e, soprattutto, la sensazione della contrazione, che continua ad essere percepita, ma non più come dolorosa. La capacità di spinta non viene alterata.
L'analgesia epidurale consiste nella introduzione, tramite un ago, di un sottile cateterino di plastica nello spazio intervertebrale, in una regione limitrofa ai nervi che trasmettono il dolore del travaglio. Attraverso di esso viene somministrata la soluzione analgesica. La procedura richiede solo pochi minuti e non è dolorosa, perché viene eseguita anestetizzando la cute soprastante. L'analgesia viene eseguita, dopo una visita anestesiologica, durante il travaglio, in accordo con il ginecologo e previo consenso informato da parte della futura mamma. L’analgesia può essere messa in atto solo dopo l’inizio del vero travaglio, diagnosi che viene fatta dall’ostetrica o dal ginecologo.
Ciascuna mamma reagisce in modo diverso al blocco epidurale. In alcuni casi si osserva un certo periodo di diminuite contrazioni uterine; talvolta invece il travaglio progredisce così rapidamente perché la donna è più rilassata. In media, comunque, l’intero processo del travaglio e del parto risulta aumentato di quasi un’ora.
IL PARTO IN ACQUA
L’acqua, esercitando un effetto rilassante su tutto il corpo, aiuta la donna a sopportare meglio il dolore suscitato dalle contrazioni facendole acquisire il giusto distacco e liberandole la mente.
L’immersione in acqua alleggerisce, i movimenti diventano più facili, il bacino è più mobile nelle sue articolazioni e la discesa del bambino nel canale del parto dovrebbe essere facilitata.
L’acqua calda rilassa tutti i muscoli, le tensioni si sciolgono, il corpo respira più profondamente e regolarmente, quindi si ossigena più a fondo e la mente riesce a rilassarsi più facilmente,
favorendo il recupero delle energie… Si rilassano anche i muscoli che formano il canale del parto, rendendo il passaggio del bambino più agevole e meno doloroso…
Per il bambino, nascere nell’acqua significa passare con maggiore gradualità dalla vita intrauterina a quella extrauterina.
Esistono però situazioni in cui il parto in acqua non è indicato: innanzitutto quando il parto è prematuro, quando sussistono patologie materne o se c'è necessità di un intenso monitoraggio del feto.
IL TAGLIO CESAREO
Un taglio cesareo può essere necessario per condizioni urgenti che riguardano la madre, il feto o entrambi ma può essere anche programmato per tempo (elettivo).

Un taglio cesareo elettivo viene programmato in casi si conoscano anticipatamente condizioni materne o fetali che renderebbero il parto impossibile o comunque pericoloso come ad esempio: anomalie della posizione del feto (presentazione podalica), gravidanze plurime (non tutte), anomalie dell'inserzione placentare (placenta previa), malformazioni uterine congenite o acquisite, sproporzione tra dimensioni del feto e bacino osseo materno, anomalie del bacino materno, gravi malattie materne (anche riguardanti la sfera psichica), …
Il taglio cesareo urgente viene effettuato in travaglio in caso di anomalie della dilatazione del collo uterino, della meccanica del parto (difficoltà nella discesa della testa del bambino) oppure per il sopraggiungere di una sofferenza fetale (il feto non sopporta più lo stress del parto). Indicazioni urgenti si hanno comunque anche al di fuori del travaglio, possono essere gravi e mettere in pericolo la vita sia del feto che della madre; tra queste annoveriamo il distacco di placenta, il prolasso di funicolo, una improvvisa grave sofferenza fetale, la crisi eclamptica,...
Il taglio cesareo è un intervento che è stato continuamente aggiornato nella tecnica e che attualmente è da considerarsi di grande sicurezza ma certamente non scevro da rischi particolarmente per la madre: rischi anestetici, infettivi, emorragici, di lesioni degli ureteri e della vescica, complicazioni cardio-polmonari e tromboemboliche comunque molto contenute.

Ai rischi materni si aggiungono quelli corsi dal feto come le lesioni accidentali provocate dal bisturi del chirurgo e la sindrome da distress respiratorio (RDS), per la quale il taglio cesareo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nei neonati pretermine.
Considerando quanto sopra esposto appare ovvio come il taglio cesareo dovrebbe essere riservato ai casi di reale necessità.
Oggi il taglio cesareo viene solitamente eseguito in anestesia spinale o epidurale in modo tale che la mamma possa essere in qualche modo partecipe della nascita del suo bambino.