Come è ormai noto, la causa del cancro del collo dell'utero è rappresentata da un virus denominato Papillomavirus umano (HPV) del quale sono noti diversi ceppi. Solo alcuni tra questi, definiti "ad alto rischio" hanno la capacità di causare il cancro, in particolare quelli contrassegnati dai numeri 16 e 18. Questi due ceppi sono responsabili, da soli, di circa il 70% dei casi di tumore del collo dell'utero. Con tali premesse e dopo anni di ricerca e di sperimentazione, si è finalmente arrivati alla messa a punto di un vaccino che protegge da questi due tipi di HPV (16 e 18). Si ha in tal modo la possibilità di prevenire il cancro del collo dell'utero. Il contatto col virus e quindi l'infezione avviene principalmente attraverso il contatto sessuale. Per questo motivo la vaccinazione è più utile se somministrata prima dell'inizio dell'attività sessuale, prima cioè dell'eventuale contatto col virus.
Il vaccino risulta attualmente disponibile nelle farmacie italiane. Cerchiamo di dare adesso risposte alle più frequenti domande sull'argomento:
E' possibile vaccinare solo prima dell’inizio dell’attività sessuale o anche dopo? Fino a che età?
Per chiarire quale sia la popolazione che può maggiormente beneficiare della vaccinazione contro l'HPV si deve considerare che l’infezione da HPV è sessualmente trasmessa, e di solito viene acquisita entro i primi anni dall’inizio dell’attività sessuale. Dunque il vaccino dovrebbe essere somministrato prima di avere rapporti sessuali, cioè prima che si abbia il rischio di essere esposta all’HPV. L'autorevole organizzazione statunitense Food and Drug Administration (FDA), nel giugno 2006, ha approvato la vaccinazione contro l'HPV nelle donne di età compresa fra 9 e 26 anni. Le ragioni di tali indicazioni d'uso derivano da evidenze scientifiche che hanno messo in luce una maggiore risposta immunitaria e quindi un maggiore tasso di protezione nelle giovani adolescenti. Attualmente si sta studiando l’efficacia del vaccino in donne di età superiore ai 26 anni o in quelle che hanno o hanno avuto l’infezione con HPV 16/18. I dati a nostra disposizione non sono ancora sufficienti per poter consigliare l'uso del vaccino in queste donne.
Quanto dura l’efficacia della vaccinazione anti HPV?
Ad oggi non si sa ancora se e dopo quanto tempo sarà necessaria una dose di "richiamo" del vaccino. I dati per ora disponibili indicano che la protezione dura almeno 5 anni. Non si hanno dati oltre tale limite in quanto mancano sperimentazioni cliniche di maggiore durata. Ulteriori studi sono in programma per valutare meglio la durata della protezione.
E' opportuna la vaccinazione nel maschio?
Teoricamente, il vaccino nel maschio potrebbe portare 2 benefici: la prevenzione dei seppur rari tumori della zona ano-genitale maschile causati dall'HPV e la riduzione della trasmissione dell'HPV alle donne. Tuttavia, attualmente, non esistono evidenze scientifiche a supporto di tali ipotesi e per tale ragione la vaccinazione nel maschio non può essere, allo stato attuale, consigliata.
Come si somministra il vaccino? Quanto costa?
Il vaccino contro l'HPV, che in Italia per adesso esiste in un'unica formulazione denominata Gardasil (Sanofi Pasteur MSD), va somministrato per iniezione intramuscolare. Sono necessarie 3 iniezioni consecutive in un periodo complessivo di 6 mesi. Il costo per ogni singola dose è di circa 190 Euro.
Esiste una campagna di prevenzione vaccinale?
Si. Da gennaio 2008 in Italia partirà la campagna di vaccinazione contro i papillomavirus per le ragazze dodicenni. Da gennaio 2008, quindi, i genitori delle bambine nate nel 1996, che dunque compiranno entro i dodici mesi successivi il dodicesimo anno di età, dovranno decidere se rispondere alla chiamata del Ministero della Salute il quale offrirà gratuitamente la vaccinazione, che sarà fortemente consigliata ma non obbligatoria. Tuttavia, i "dettagli" della campagna vaccinale non sono stati ancora completamente chiariti. Bisognerà infatti individuare quali figure sanitarie saranno maggiormente coinvolte nell’informazione di pazienti e genitori e nella somministrazione del vaccino. Le ragazze che hanno un’età superiore ai 13 anni, che non rientrano quindi nel programma di prevenzione vaccinale del Ministero della Salute, per il momento potranno ricorrere alla vaccinazione individuale. Il vaccino può essere acquistato in farmacia a proprie spese: ad oggi non è previsto alcun rimborso da parte dello stato ma in sede di commissione Stato-Regioni presso il Ministero delle Salute è stata avanzata la proposta di vendere questo vaccino, a questo gruppo di donne, a costo di produzione.
Le donne vaccinate potranno poi evitare di fare il pap-test?
No. Il vaccino protegge soltanto contro le patologie causate da alcuni ceppi di HPV (in particolare il 16 e il 18). Tali ceppi sono i più pericolosi, ma non gli unici in grado di causare il cancro del collo dell'utero. Pertanto, la vaccinazione contro l'HPV non sostituisce l’abituale screening dei tumori del collo dell’utero (pap-test) che deve essere effettuato regolarmente.
Il vaccino previene altre malattie, oltre al cancro del collo dell'utero?
Si. Il vaccino attualmente disponibile (Gardasil, Sanofi Pasteur MSD) è un vaccino tetravalente, cioè agisce prevenendo l'infezione da parte di 4 ceppi di HPV: 6, 11, 16 e 18. Il 16 e il 18, come già ricordato, sono la principale causa del tumore del collo uterino. I ceppi 6 ed 11, invece, sono i maggiori responsabili dei condilomi. Per tale motivo il vaccino sarà efficace anche per combattere il diffondersi delle condilomatosi genitali da virus HPV, che rappresentano oggi una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse.
Fonti bibliografiche:
Lazdane G. Questions and answers. Common questions related to prevention of cervical cancer and HPV vaccine. Entre Nous 2007;64:29
Hopkins Tanne J. CDC recommends expansive vaccine for girl aged 11-12. BMJ 2006; 333:114.