Il tumore al seno risulta oggi la più frequente malattia tumorale nella donna. Tale tumore viene diagnosticato in una donna su 10 entro i 75 anni di età.
A fronte di tale elevata frequenza, i progressi nel trattamento di questa malattia sono stati molto importanti negli ultimi 30 anni e oggi la sopravvivenza complessiva raggiunge e supera l’80% delle donne che si ammalano. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto per merito delle efficaci campagne di prevenzione (autopalpazione, visita senologica, mammografia, ecografia) e per i progressi nelle terapie disponibili nelle donne ammalate.
Inoltre, negli ultimi 10 anni, la tecnica chirurgica è andata sempre più affinandosi risultando oggi meno invasiva e invalidante per la donna. Infatti, risulta sempre più rara la necessità di eseguire interventi di mastectomia (asportazione “in toto” della mammella) o di linadenectomia ascellare (asportazione dei linfonodi del cavo ascellare). Questo risultato è la conseguenza del fatto che la maggior parte dei tumori mammari viene oggi diagnosticata ad uno stadio precoce (fasi iniziali della malattia) che non necessita di terapia chirurgica particolarmente invasiva. Inoltre sono da qualche anno disponibili terapie mediche adiuvanti sempre più selettive (chemio e ormono terapie) che affiancano la terapia chirurgica rendendo meno necessaria l’ampia asportazione di tessuto intorno al tumore.
A dicembre 2007 è stato pubblicato un importante studio scientifico (1) frutto di una ricerca italiana che ha confermato che, nelle donne oltre i 70 anni malate di tumore mammario a stadio iniziale, la terapia chirurgica “mini-invasiva” associata alla terapia “ormonale” (tamoxifene) garantisce alte percentuali di sopravvivenza, sovrapponibili alle percentuali ottenibili con una chirurgia più invasiva e quindi più invalidante.
I risultati di questa ricerca, pubblicati su una celeberrima rivista scientifica (Cancer) sono estremamente utili in quanto confermano ciò che da anni è la convinzione comune di tanti ricercatori e chirurghi, ossia che la strada della chirurgia mini-invasiva sembra essere praticabile e quindi vincente nella terapia di questo tumore purtroppo ancora oggi molto frequente nella popolazione del mondo occidentale.
Fonti bibliografiche:
Martelli G. et al. Cancer (Dic 2007)